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Anche in Italia, sono nati e stanno nascendo in molte città comitati "Via le truppe!": stiamo raccogliendo le firme per l'appello, organizzando banchetti e iniziative pubbliche, promuovendo manifestazioni. Come potete vedere, già in tanti hanno dato il loro sostegno alla campagna. Ovviamente, si tratta di un atto dimostrativo, di un modo per far sentire la voce di chi dice No alla guerra e all'oppressione di interi popoli, di uno strumento per far circolare contro-informazione: nessuno di noi si fa illusioni sulla possibilità di convincere governi e governanti. Ma il successo di questa campagna (che culminerà con la consegna delle firme al Parlamento europeo) sarà un piccolo passo in avanti nella battaglia contro le guerre. Chiediamo a singoli, associazioni, partiti e sindacati di contribuire alla diffusione di questo appello e di farsi promotori della costruzione di comitati contro la guerra in tutte le città d'Italia. Scrivici a Fabiana
Stefanoni ------------------------------------------------------------------------------------ SEI MORTI DELL'ESERCITO ITALIANO DI INVASIONE A KABUL Comunicato Cobas Era assolutamente prevedibile. Tutta la odiosa demagogia di questo governo (e del precedente di centrosinistra) sulla “pacificità” del contingente italiano di invasione dell'Afghanistan, sulla “sicurezza” della presenza a Kabul, dove i guerriglieri afgani non sarebbero mai arrivati, sul “contingente di pace”, viene brutalmente spazzata via dall'uccisione, da parte dei combattenti afgani, di sei militari della Folgore e dal ferimento di altri quattro nel pieno centro di Kabul. L'ipocrito “cordoglio” che il governo insieme a tutto l'arco politico istituzionale manifesta ora è tanto più disgustoso quanto evidente è la piena consapevolezza di tutti coloro, ex-governo Prodi compreso, che hanno mandato in questi anni i militari italiani a rischiare la pelle in Afghanistan e in Iraq, che l'invasione dei due paesi nulla ha a che fare con la “lotta al terrorismo” o con “missioni di pace” o di “esportazione della democrazia” ma con la volontà imperialistica statunitense e dei suoi fedeli alleati, l'Italia tra questi, di dominare territori cruciali per materie prime fondamentali per l'economia dei paesi più potenti, stroncando ogni volontà di quei popoli di conservare o recuperare il controllo sulle proprie ricchezze nazionali, liberandosi dal dominio USA. I governi italiani in questi anni hanno consapevolmente messo in campo le vite e il sangue di decine d migliaia di militari, ingigantendo la spesa (sesta al mondo) per l'esercito e per le armi e tagliando servizi sociali, salari e pensioni, per guadagnare un posto di rilievo nella spartizione delle ricchezze mondiali: e dunque il sangue degli uccisi e dei feriti ricade su chi, scientemente, li ha mandati a morire in spregio anche alla Costituzione, che vieta di partecipare a missioni di guerra e a invasioni di paesi, a cui i popoli, in base ad ogni diritto, internazionale, politico e umano, si oppongono con ogni strumento a disposizione.Contro le richieste che vengono anche dalla presidenza Obama di un ulteriore impegno italiano in Afghanistan, ribadiamo con ancora maggior forza, insieme alle condoglianze che esprimiamo alle famiglie delle vittime ma che rinnoviamo ogni giorno a quelle delle incalcolabili vittime afgane della guerra imperialista, che c'è un'unica soluzione per evitare che si versi altro sangue: Piero Bernocchi (portavoce nazionale COBAS).
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