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via le truppe

Afghanistan

Ambasciata Usa nel mirino. Arrivati i Tornado italiani

 

Con un'ora di ritardo rispetto all'orario previsto, i funzionari Usa e gli occidentali invitati per il Thanksgiving hanno potuto celebrare il giorno del ringraziamento con una marcia all'interno della cinta muraria dell'ambasciata. A fare le spese dell'attacco che alle 8:30 di ieri ha colpito la sede diplomatica statunitense di Kabul sono stati infatti solo civili afghani: quattro morti, investiti dall'esplosione dell'ennesimo attentatore suicida di quest'occupazione iniziata ormai sette anni fa.

Al passaggio di un convoglio militare, su una strada distante 150 metri dall'ambasciata, il kamikaze ha azionato il detonatore e si è fatto saltare in aria alla guida di una Toyota Corolla imbottita d'esplosivo. Secondo quanto riferito dall'Associated press, alcuni cittadini stranieri e americani sono stati investiti dall'onda d'urto dello scoppio mentre stavano entrando nell'edificio. «Eravamo a 200 metri dall'esplosione, ma eravamo all'interno della recinzione che ci ha protetti», ha raccontato Danny Cutherell, 26enne cooperante della Virginia.

E sempre ieri mattina sono arrivati a Mazar-I-Sharif, nel nord dell' Afghanistan , i quattro «Tornado» italiani destinati alla missione della Nato Isaf, ufficialmente con compiti di ricognizione. I caccia sono dotati dei più sofisticati sistemi d'armamento ma - assicura la Difesa - verranno equipaggiati solo con armi da difesa: mitragliatrici e missili aria-aria (niente bombe). Dopo un periodo di familiarizzazione, i velivoli saranno pienamente operativi tra una ventina di giorni. Nei prossimi mesi, poi, i tornado saranno rischierati nella base di Herat, nella sede del comando italiano dove sono in corso lavori di sistemazione della pista.

L'attacco all'ambasciata Usa è coinciso con la visita nel paese asiatico di una delegazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. I rappresentanti dei Quindici, sotto la guida dell'ambasciatore italiano all'Onu Giulio Terzi, hanno sottolineato che, insieme alle serie difficoltà riscontrate nel corso della missione che li a portati anche ad Herat, sono recentemente emersi «una serie di sviluppi positivi», tra cui il «miglioramento delle relazioni tra Afghanistan e Pakistan» oltre ad «una significativa riduzione» nella coltivazione dell'oppio.

Ma la cronaca quotidiana racconta di un'offensiva dei guerriglieri taleban che - soprattutto nelle aree meridionali e orientali - si fa sempre più spregiudicata. Due royal marine britannici sono rimasti uccisi ieri a Lashkar Gah, nel sud del paese, colpiti da un attacco di miliziani taleban. I soldati erano di pattuglia a piedi nella provincia di Helmand - una di quelle dove la guerriglia è più forte e dove ha sede il quartier generale che ospita il grosso degli 8.300 soldati che Londra ha impegnati sul primo fronte della cosiddetta «guerra al terrorismo» proclamata dopo gli attacchi dell'11 settembre 2001. Con le vittime di ieri salgono a 128 i soldati britannici uccisi dall'ottobre 2001, quando l' Afghanistan fu invaso dalle truppe anglo-americane. In totale, i militari morti sono 1.020.

(fonte: il Manifesto , 28/11/2008)

 

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